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Ducati e Lorenzo: alla fine chi ci ha guadagnato?

Con la fine del 2018 il rapporto tra Jorge Lorenzo e Ducati si è ufficialmente concluso.

Ducati, ricordiamolo, aveva permesso al maiorchino di effettuare i test con Honda già a novembre, permettendo a Jorge di accorciare sensibilmente i tempi di adattamento alla nuova moto.

  • I Risultati

Da un punto di vista sportivo, nel 2017 ci si aspettava una stagione diversa da Jorge Lorenzo.

Su queste stesse pagine abbiamo riportato i progressi ma anche le delusioni che si sono susseguite durante il primo anno del maiorchino con la Rossa di Borgo Panigale, il cui percorso si è rivelato decisamente più impegnativo di come previsto dallo stesso pilota, il quale inizialmente vantava tra le sue caratteristiche proprio la capacità di adattarsi velocemente.
Solo verso la fine della stagione 2017 si sono cominciati a vedere segnali interessanti riguardo il feeling di Jorge con la Desmosedici, segnali che però non sono stati confortati dai risultati della prima parte di campionato dell’anno successivo.

In realtà nel 2018 le premesse erano inizialmente state più che incoraggianti, i primissimi test invernali avevano visto Lorenzo velocissimo e molto soddisfatto della nuova GP18, moto che proprio Jorge aveva definito “capolavoro”.

Inspiegabilmente i successivi test non confermarono le prime impressioni di Jorge, il pilota sembrava aver perso la “strada” ed essere ripiombato negli incubi passati nella stagione appena conclusa.

A complicare le cose alcuni inconvenienti tecnici hanno reso l’inizio di campionato 2018 ancora più difficile e dopo le prime gare Dall’Igna (che ha fortemente voluto Jorge in Ducati) ha avuto forse qualche comprensibile dubbio sulla serenità delle valutazioni tecniche del pilota.

Risolta comunque la questione del serbatoio, elemento che consentì a Lorenzo di essere efficace in frenata senza affaticare gli avambracci, lo spagnolo ha dimostrato tutto il suo valore in pista e se non fosse stato per alcune rovinose cadute dovute anche a guai tecnici, Jorge avrebbe terminato il campionato ben più in alto in classifica generale.

  • Le critiche

Si è molto discusso in questi mesi riguardo l’avventura di Lorenzo in Ducati, la scelta di lasciar libero il pilota da parte del Team è stata ampiamente criticata.

Così come si è puntato il dito sui ritardi con cui sono state apportate le modifiche alla moto, modifiche che hanno permesso a Jorge di tornare competitivo quando ormai era già pianificata la sua partenza da Borgo Panigale.

Non va dimenticato però che dopo la deludente stagione 2017 e la prima parte non felice del campionato 2018, tutti o quasi pensavano che per Lorenzo non ci sarebbe stato un futuro vincente con la Desmosedici e che continuare ad insistere con variazioni tecniche non avrebbe cambiato la situazione, soprattutto considerando che Dovizioso con la stessa moto era competitivo.
In molti asserivano inoltre che invece di investire nell’ingaggio di Lorenzo, Ducati avrebbe fatto meglio a destinare quelle risorse allo sviluppo tecnico e assumere piloti meno impegnativi economicamente.

Ducati ingaggiando Lorenzo ha perseguito un doppio obbiettivo:
-migliorare sensibilmente la Desmosedici attraverso l’esperienza e le informazioni portate in dote da Jorge;
-puntare su un pilota velocissimo e “abituato” a vincere.

La Desmosedici è cresciuta

Anche per merito di Lorenzo il quale con la sua autorevolezza ha indirizzato le scelte dei tecnici e anche nei momenti più difficili non ha smesso di lavorare per raggiungere il risultato migliore.

Lorenzo è migliorato come pilota

Dovendo risolvere problematiche nuove e complesse ha allargato il proprio bagaglio di esperienza, problematiche che hanno richiesto un lavoro di adattamento dello stile di guida per una moto molto diversa dalla M1 Yamaha che aveva portato al successo in precedenza.

 

Honda è stata rapida nell’apportare le modifiche per Lorenzo?

In questi giorni sì è posta l’attenzione sulle parole di Jorge che, libero da vincoli contrattuali ha parlato delle differenze tra Honda e Ducati, quindi nuovamente si è accennato alla reattività con cui Honda ha apportato le modifiche richieste da Lorenzo.

Non si è detto però che le modifiche che Honda ha prontamente adottato sono il frutto del lavoro di ricerca fatto da Ducati per trovare la soluzione giusta per Lorenzo, per cui per i tecnici Honda il lavoro è stato solo seguire delle linee guida già tracciate.

Inoltre non si è detto che le modifiche al serbatoio e alla carena non sono stare realizzate in Giappone ma sono state create in Italia da uno specialista del settore che parlando direttamente con il pilota ha replicato le forme del prototipo realizzato da Dall’Igna.

Lorenzo sarà senz’altro competitivo in sella alla Honda che meglio si adatta per ingombri e altezza da terra alle caratteristiche del maiorchino, semmai l’attenzione sarà spostata sul duello con Marquez che con lo stesso materiale dovrà mostrare di saper fare un ulteriore salto di qualità.

Ducati con la GP19 dovrà confermare e cercare di migliorare le già notevoli prestazioni raggiunte dalla GP18, mettendo in condizione i propri piloti Dovizioso e Petrucci (ma anche Miller e Bagnaia) di essere così competitivi da impensierire Honda, Yamaha e Suzuki, cercando di piazzare più moto possibili nelle posizioni di vertice per togliere punti agli avversari.

Dall’Igna e il suo staff hanno già dimostrato di saperlo fare.

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